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Notizie Il testamento ritrovato del prof. Jona
04Dic2013

Il testamento ritrovato del prof. Jona

La presentazione del documento l’8 dicembre nei locali della Comunità Ebraica di Venezia

Di Michael Calimani

L’8 dicembre la Comunità Ebraica di Venezia commemorerà, prima alla Sinagoga Levantina e poi in campo di Ghetto Nuovo quelle persone che proprio 70 anni fa vennero deportati da Venezia verso un destino atroce in quanto ebrei. In questa occasione colma di significato verrà presentato alle 11.30 in Sala Montefiore, Cannaregio 1189, il ritrovamento del testamento di Giuseppe Jona, ritenuto perduto fi no ad oggi. Vi proponiamo alcune impressioni della storica Nelli Elena Vanzan che ha riportato alla luce questo straordinario documento.

Durante il tuo lavoro storiografico come sei arrivata a conoscere la fi gura di Giuseppe Jona?

Ti posso dire che occupandomi di storia della sanità ho avuto l’occasione di scrivere sulle vite parallele della Comunità Ebraica e della Comunità veneziana. Nel 1986, inventariando l’archivio dell’Ospedale Civile, ho trovato in uno dei documenti l’indicazione del lascito di Giuseppe Jona: 1684 volumi della sua collezione privata, tra cui alcune preziose opere in parte ereditate dal nonno Moisè Giuseppe Levi e dal padre Moisè Jona, alla biblioteca San Marco dell’Ospedale civile. Per un uomo di scienza e di cultura come Jona i suoi libri rappresentavano un po’ la sua anima.

Qual è stato l’elemento che ha dato l’impulso alla ricerca del testamento di Jona?

Approfondendo la storia della sua vita non ero molto convinta dell’atteggiamento di alcuni storici che trovavano nella depressione le motivazioni che spinsero Jona al suicidio, riducendo così la sua fi gura a quella di un ebreo che sentitosi perseguitato non aveva retto al peso della situazione. Ho cercato quindi di trovare il testamento originale di Jona per riuscire a comprendere meglio la psicologia di quest’uomo. Il primo passaggio è stato recarmi all’Ateneo Veneto, di cui fu presidente nel 1921, e all’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti cercando di capire quali erano stati gli interessi di quell’uomo così partecipe degli eventi culturali e politici della città di Venezia. Quando sei riuscita in fi ne a ritrovare questo documento? Poco più di due mesi fa, ma non voglio svelare nulla per ora. Al momento sto lavorando sulla trascrizione delle sue volontà.

Una piccola anticipazione sul contenuto del documento?

Un elemento interessante che posso anticipare è che per Giuseppe Jona la solidarietà era al di sopra delle differenze di fede, infatti lasciò, parte dei suoi averi non solo ai poveri della Comunità Ebraica, ma, ad esempio, anche ai bisognosi della sua Parrocchia. Da questo si può desumere la statura morale di Giuseppe Jona, un uomo che nel momento estremo ha pensato al prossimo organizzando in maniera estremamente precisa i suoi lasciti prima di togliersi la vita.

Alla luce delle nuove informazioni contenute nel testamento credi che il gesto estremo del Prof. Jona possa essere interpretato diversamente da quanto è stato fatto fino ad oggi?

Penso che il suicidio di Giuseppe Jona si debba considerare come una fi era scelta di opposizione davanti alla barbarie. Un gesto che scosse l’animo di molti che lo conoscevano e che spinse altri a confrontarsi con la realtà storica di quel momento.

 

 

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

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