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Notizie Ritorno a scuola - La scuola ebraica di Venezia in un volume
01Feb2012

Ritorno a scuola - La scuola ebraica di Venezia in un volume

La storia della scuola ebraica di Venezia e le vicende umane dei bambini e delle maestre sono oggi raccontate nel libro-catalogo “Ritorno a scuola” l’educazione dei bambini e dei ragazzi ebrei a Venezia tra leggi razziali e dopoguerra, opera curata da Laura Voghera Luzzatto, Maria Teresa Sega e Renata Segre, presentato ieri nella sala Montefiore della Comunità Ebraica di Venezia alla presenza del presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Amos Luzzatto, dell’assessore comunale alle Politiche educative, Andrea Ferrazzi e delle maestre Lia e Alba Finzi.


Tra il pubblico in sala anche una delegazione di studenti del Liceo Raimondo Franchetti di Mestre, vincitori della decima edizione del concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah, che nel corso dell'anno scolastico, hanno approfondito attraverso una serie di incontri seminariali con insegnanti ed esperti, aspetti storici e metodologici legati alla storia della Shoah e dell'educazione in Italia: dalle presunte basi biologiche delle leggi razziali all'interpretazione psicologica del disegno infantile. Gli stessi studenti sono poi diventate le guide della mostra allestita presso il Franchetti in occasione della Giornata della Memoria 2012, riguardante proprio l'educazione dei bambini e dei ragazzi ebrei a Venezia tra leggi razziali e dopoguerra.

Il volume racconta attraverso disegni, immagini e parole le storie di coloro, che, ancora bambini, furono emarginati, cacciati dalle scuole pubbliche in seguito alla promulgazione delle leggi razziali negli anni Trenta: un excursus storico che dal 1938 al 1943 racconta le espulsione, l’istituzione della Scuola ebraica e il ritorno a scuola dopo la fine della guerra.

La Scuola ebraica di Venezia riprese a funzionare in Ghetto vecchio a poche settimane dalla Liberazione, in una situazione di grave difficoltà: gli ebrei veneziani sopravvissuti alla Shoah erano appena usciti da un anno e mezzo di clandestinità, segnata da privazioni e persecuzioni, che aveva lasciato in loro un forte sentimento di diffidenza. La Comunità ebraica affrontò da subito il problema di raccogliere i bambini privati della loro infanzia, che avevano vissuto nascosti, spesso lontani dai genitori, senza poter frequentare la scuola, fornendo loro, oltre a un pasto caldo, il recupero degli anni scolastici perduti.
L'attività didattica e creativa dei bambini della Scuola, funzionante fino alla fine degli anni Cinquanta, è testimoniata in questo libro da fotografie, quaderni, disegni e giornalini realizzati dagli alunni e conservati dalle maestre Alba Finzi e Lia Finzi, che vi hanno insegnato tra il 1946 e il 1953.

Alba e Lia Finzi espulse da scuola in applicazione delle Leggi razziali hanno frequentato le scuole ebraiche veneziane negli anni Trenta e Quaranta. II 1 dicembre 1943, per sfuggire alla deportazione, fuggirono in Svizzera col padre; la madre, cattolica, rimasta a Venezia perché non in grado di affrontare il viaggio, morì pochi giorni dopo. Rientrate a Venezia nel 1945, Alba si iscrissero alla facoltà di medicina di Padova mentre Lia, più giovane di cinque anni, scelse l'indirizzo magistrale. Entrambe insegneranno nel dopoguerra alla scuola ebraica, con passione e dedizione, salvando le sorti educative di quei bambini che anche nel dopoguerra erano costretti a diffidare della società in cui vivevano, la stessa società che solo pochi anni prima gli avrebbe voluti cancellare dalla coscienza.

Michael Calimani

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

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