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Museo Ebraico

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Info Point

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Tag: CoopCulture
17Giu2015

Inaugurazione mostra di ceramiche dell'artista Joel Altman - 21 giugno alle 17.30

Domenica 21 giugno alle 17.30 si inaugura una bellissima mostra delle ceramiche di Joel Itman. La mostra resterà aperta con gli orari del museo fino al 31 agosto.

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19Nov2014

Preghiera alla sinagoga Levantina per commemorare le vittime di Gerusalemme

Una preghiera per ricordare le vittime del vile e crudele attentato perpetrato da terroristi palestinesi che, nel pieno disprezzo delle elementari norme che dovrebbero guidare ogni persona che dichiara di essere figlio di Abramo, hanno assassinato persone inermi mentre erano raccolte in preghiera. Dopo il momento di raccoglimento si è tenuto un Limmud di a rav Menachem Genack, Direttore generale della orthodox Union, amico di uno dei rabbini assassinati nella Sinagoga a Gerusalemme.

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04Lug2014

Preghiera in Ghetto per ricordare di Eyal, Gilad e Naftali

Ieri sera in Ghetto Nuovo la preghiera in ricordo dei tre ragazzi israeliani uccisi. Alta la partecipazione, tra il pubblico oltre al presidente Paolo Gnignati, ai membri del Consiglio della Comunità Ebraica di Venezia e al rabbino capo Rav Scialom Bahbout, anche il prefetto Domenico Cuttaia che ha voluto essere presente in segno di solidarietà.

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28Mag2014

Gli ebrei di Venezia in omaggio alle vittime di Bruxelles: il Museo Ebraico apre contro la violenza

Domani giovedì 29 maggio dalle ore 19.30 alle ore 22.00 il Museo Ebraico di Venezia sarà aperto gratuitamente al pubblico in segno di solidarietà con la comunità ebraica del Belgio e con le famiglie delle vittime dell’attentato di Bruxelles.

A seguito del tragico evento di sabato al Museo Ebraico della capitale belga, la Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia ha rivolto ieri un appello ai Musei ebraici italiani affinché aprissero le loro porte, accogliendo gratuitamente tutta la cittadinanza in un giorno di questa settimana, immediatamente precedente a quella in cui ricorrono sia la celebrazione della festa della Repubblica nata dalla Resistenza al nazifascismo sia la Festa ebraica di Shavuot, giorno in cui venne concessa la Torah al popolo ebraico.

Il Consiglio della Comunità, affiancata da Coopculture da anni impegnata nella gestione del museo, accogliendo tale appello testimonia così nel luogo di conservazione e diffusione della storia, della identità e della cultura ebraica, la profonda solidarietà alle vittime del crimine perpetrato e il suo impegno alla costruzione di un futuro in cui libertà, giustizia e pace siano effettivamente valori condivisi non più gravemente minacciati da attentati come quello occorso a Bruxelles. Questa iniziativa si svolge in contemporanea con l'apertura dei musei ebraici di Firenze, Siena, Bologna, Livorno, Milano, Ferrara.

 

Venezia, 28 maggio 2014/ mc

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04Feb2014

Lo sport come propaganda nazista

Inaugurata al Museo ebraico di Venezia la mostra “Sport, sportivi e giochi olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948)” a cura del Mémorial de la Shoah di Parigi. Ad accompagnare l’esposizione si è svolto ieri un seminario caratterizzato dagli interventi di Laura Fontana, responsabile per l’Italia del Mémorial de la shoah, su “Lo sport sotto il Terzo Reich tra discriminazione e dissidenza” e di Mauro Valeri, responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio, dal titolo “Esclusione e razzismo nello sport durante l’Italia fascista. I casi dei pugili Leone Jacovacci e Settimio Terracina”.

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03Feb2014

Il ricordo del Porrajmos

La notte del 2 agosto 1944 ad Auschwitz-Birkenau veniva liquidato lo Zigeunerlager, il settore del campo riservato all’internamento di rom e sinti, questa fu solo una delle fasi della tragedia che prende il nome di Porrajmos, il grande divoramento. Nel 2012 Angela Merkel ha inaugurato a Berlino il memoriale dedicato al Porrajmos a poca distanza da quello della Shoah. Incisa sul monumento una poesia di Santino Spinelli, rom abruzzese. Questa notizia che avrebbe avuto senso raccontare a livello nazionale in Italia, venne trasmessa solo sul tg regionale dell’Abruzzo.

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04Dic2013

Il testamento ritrovato del prof. Jona

La presentazione del documento l’8 dicembre nei locali della Comunità Ebraica di Venezia

Di Michael Calimani

L’8 dicembre la Comunità Ebraica di Venezia commemorerà, prima alla Sinagoga Levantina e poi in campo di Ghetto Nuovo quelle persone che proprio 70 anni fa vennero deportati da Venezia verso un destino atroce in quanto ebrei. In questa occasione colma di significato verrà presentato alle 11.30 in Sala Montefiore, Cannaregio 1189, il ritrovamento del testamento di Giuseppe Jona, ritenuto perduto fi no ad oggi. Vi proponiamo alcune impressioni della storica Nelli Elena Vanzan che ha riportato alla luce questo straordinario documento.

Durante il tuo lavoro storiografico come sei arrivata a conoscere la fi gura di Giuseppe Jona?

Ti posso dire che occupandomi di storia della sanità ho avuto l’occasione di scrivere sulle vite parallele della Comunità Ebraica e della Comunità veneziana. Nel 1986, inventariando l’archivio dell’Ospedale Civile, ho trovato in uno dei documenti l’indicazione del lascito di Giuseppe Jona: 1684 volumi della sua collezione privata, tra cui alcune preziose opere in parte ereditate dal nonno Moisè Giuseppe Levi e dal padre Moisè Jona, alla biblioteca San Marco dell’Ospedale civile. Per un uomo di scienza e di cultura come Jona i suoi libri rappresentavano un po’ la sua anima.

Qual è stato l’elemento che ha dato l’impulso alla ricerca del testamento di Jona?

Approfondendo la storia della sua vita non ero molto convinta dell’atteggiamento di alcuni storici che trovavano nella depressione le motivazioni che spinsero Jona al suicidio, riducendo così la sua fi gura a quella di un ebreo che sentitosi perseguitato non aveva retto al peso della situazione. Ho cercato quindi di trovare il testamento originale di Jona per riuscire a comprendere meglio la psicologia di quest’uomo. Il primo passaggio è stato recarmi all’Ateneo Veneto, di cui fu presidente nel 1921, e all’Istituto veneto di scienze, lettere ed arti cercando di capire quali erano stati gli interessi di quell’uomo così partecipe degli eventi culturali e politici della città di Venezia. Quando sei riuscita in fi ne a ritrovare questo documento? Poco più di due mesi fa, ma non voglio svelare nulla per ora. Al momento sto lavorando sulla trascrizione delle sue volontà.

Una piccola anticipazione sul contenuto del documento?

Un elemento interessante che posso anticipare è che per Giuseppe Jona la solidarietà era al di sopra delle differenze di fede, infatti lasciò, parte dei suoi averi non solo ai poveri della Comunità Ebraica, ma, ad esempio, anche ai bisognosi della sua Parrocchia. Da questo si può desumere la statura morale di Giuseppe Jona, un uomo che nel momento estremo ha pensato al prossimo organizzando in maniera estremamente precisa i suoi lasciti prima di togliersi la vita.

Alla luce delle nuove informazioni contenute nel testamento credi che il gesto estremo del Prof. Jona possa essere interpretato diversamente da quanto è stato fatto fino ad oggi?

Penso che il suicidio di Giuseppe Jona si debba considerare come una fi era scelta di opposizione davanti alla barbarie. Un gesto che scosse l’animo di molti che lo conoscevano e che spinse altri a confrontarsi con la realtà storica di quel momento.

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26Nov2013

Alla scoperta della Roma ebraica

Alla scoperta della Roma ebraica
La storia, i luoghi, la vita della più antica comunità della diaspora
di Stefano Caviglia

Domani, mercoledì 27 novembre, l’autore presenterà il suo libro assieme a Riccardo Calimani.
Sala Montefiore, Ghetto Vecchio, Cannaregio 1189 ore 17,15


Il volume unisce il racconto dei duemila anni di storia della comunità ebraica (inclusa l'età contemporanea e fino ai nostri giorni) a una descrizione della sua vita e delle sue tradizioni. L'intento è quello di fornire al lettore uno strumento semplice e al tempo stesso accurato per conoscere la realtà dell'ebraismo romano e il suo rapporto con la città.

La parte finale è dedicata alla cucina giudaico-romanesca, con una descrizione dei piatti più tipici e una rassegna dei più importanti ristoranti kasher della zona del vecchio ghetto. Contiene numerose illustrazioni, fra cui un certo numero di fotografie di com'era il quartiere prima delle demolizioni di fine Ottocento e della successiva ricostruzione.

Stefano Caviglia, vive e lavora a Roma, dove svolge l'attività di giornalista, scrivendo di politica e di economia per il settimanale Panorama. E' autore di diversi saggi sulla storia dell'ebraismo italiano, fra cui il volume L'identità salvata. Gli ebrei di Roma tra fede e nazione (1870-1938) pubblicato nel 1996 dall'editore Laterza.

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14Nov2013

18 novembre: Il sefer torah più antico del mondo

Il 18 novembre alle ore 17,30 in aula didattica MEV conversazione con Mauro Perani, docente di ebraico presso l’Università di Bologna, Presidente dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG), che parlerà della sua recente scoperta del rotolo del Pentateuco ebraico conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna (BUB), che costituisce il più antico Sefer Torah completo in nostro possesso, copiato nella seconda metà del XII secolo.

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