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Tag: Paolo Gnignati
07Ago2014

La Comunità Ebraica di Venezia incontra il nuovo questore

Questa mattina il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, accompagnato dal vicepresidente Giuseppe Salvadori, ha incontrato il nuovo questore di Venezia, Angelo Sanna.

Occasione dell'incontro, oltre al benvenuto ufficiale per il questore appena insediatosi, anche i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto indirettamente la Comunità a causa delle esternazioni antisemite dell'Imam di San Donà di Piave, Abd Al-Barr Al-Rawdhi per il quale è stata disposta l'espulsione dal ministro degli Interni, Angelino Alfano.

Il presidente della Comunità ha ringraziato il questore e il ministro Alfano per l'esemplare decisione e la solerzia nell'intervenire: "Il reciproco riconoscimento costituisce la base del percorso di necessario dialogo e conoscenza tra culture e componenti diverse della società - ha affermato Gnignati - ed è l'unico modo per risolvere i conflitti e consentire un progresso in cui ci sia spazio per tutti. Ringrazio il ministro, il questore e le forze dell’ordine che hanno concretamente presidiato, nell’interesse di tutti, questo prezioso valore ".

Venezia, 7 agosto 2014/ mc

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

Tags: Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Giuseppe Gesuà sive Salvadori Jewish Community Paolo Gnignati questore Angelo Sanna Venezia Venice

12Gen2014

Posate le prime 12 pietre d'inciampo a Venezia

Dodici pietre d'inciampo per non dimenticare odio e intolleranza. Sono le Stolpersteine, piccole targhe d'ottone della dimensione di un sampietrino realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig a ricordo dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

"Non è certamente la gioia - ha ricordato Demnig - il sentimento che mi spinse a iniziare il progetto delle pietre di inciampo. Ma ogni pietra che viene aggiunta è per me un enorme piacere.  Ad oggi sono 44 mila le pietre depositate dalla Norvegia all’Italia, dalla Francia alla Russia".

 

Oggi alle 11 in campo di Ghetto Nuovo la cerimonia commemorativa per la posa delle prime 12 pietre a chiusura di un percorso che da campo SS. Apostoli, al civico 4470, dove l'artista ha collocato la prima pietra, è proseguito in Rio Terà della Maddalena, Fondamenta dei Mori, Ghetto Vecchio per arrivare infine davanti alla Casa Israelitica di Riposo, luogo da cui vennero deportati 21 ospiti verso i lager nazisti.

Presenti alla cerimonia oltre all'artista, a Marco Borghi dell'Iveser e Sabine Meine del Centro Tedesco di Studi Veneziani, il presidente del Consiglio Comunale di Venezia, Roberto Turetta, l'assessore comunale alle Attività culturali, Angela Giovanna Vettese, il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Gnignati. Erano presenti anche Stefano Beltrame, consigliere diplomatico della Regione Veneto, la soprintendente per i Beni Architettonici e Artistici di Venezia, Renata Codello, e una rappresentanza dell'associazione Rom Kalderash.

"Questo è un punto di arrivo, ma anche di partenza - ha ricordato il presidente Turetta - nelle prossime riunioni del coordinamento valuteremo le modalità per portare avanti questo progetto. Nei prossimi 5 anni contiamo di ultimare la deposizione di tutte le pietre di inciampo".

Favorevole fin da subito a questo progetto la Soprintendenza: "Trasformare la memoria e la commemorazione in un’azione attiva - ha spiegato Renata Codello - è l’occasione per un ulteriore coinvolgimento e una più ampia riflessione su ciò che è accaduto".

Dello stesso avviso anche Stefano Beltrame, che ha spiegato come le pietre parlino e raccontino già molto senza dover per forza cadere nella retorica.

Non solo il ricordo degli anziani della Casa Israelitica di Riposo, nell'intervento di Paolo Gnignati, presidente della Comunità Ebraica di Venezia, che ha voluto ricordare anche Ugo Beniamino Levi, impiegato della Comunità, persona mite travolta come tanti altri dalla tragedia: "La memoria è fatta di cose concrete, di persone, di ricordi. Le generalizzazioni ci portano ad astrarre. Nel momento in cui con la coscienza ripercorriamo invece la storia delle singole persone dietro ogni tragedia c’è una singola scelta. La giornata della memoria, che non è degli ebrei, ma della comunità civile fatta di tante associazioni e istituzioni, è un momento di riflessione e di “inciampo” su quello che è successo. Dalla concretezza degli atti di distruzione e di aiuto si deve ricomporre una via per affrontare il presente.  Noi abbiamo l'obbligo del ricordo, ma non ricordiamo per compassione, questo sentimento è distante dal senso del nostro essere qui come ebrei italiani, componente integrante di questa comunità civile".

Le pietre d’inciampo - ha affermato Marco Borghi, direttore dell'Iveser - sono la sintesi e la risposta di una città come la nostra che nel momento giusto è sempre capace di scendere in campo per ribardire che la storia di ieri non deve ripetersi. Queste pietre raccontano la storia di individui, ma ci insegnano soprattutto che le comunità possono essere forti solo avendo memoria.

A seguire l'intervento dell'assessore comunale alle Attività culturali Angela Giovanna Vettese a nome del Comune: "Ricordo un discorso di Bertrand Russell del 1959, gli venne chiesto cosa sarebbe stato importante per sopravvivere nei secoli a venire. Egli affermò che i fatti devono essere conosciuti, rispettati e su di essi basati i nostri giudizi. Le pietre d’inciampo sono un modo per raccontare fatti avvenuti, piccoli e singoli che però insieme raccontano ciò che deve rimanere nella nostra memoria".

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Venezia, Centro Tedesco di Studi Veneziani, Comunità Ebraica di Venezia, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea (Iveser) in collaborazione con Insula, apre le manifestazioni dell’edizione 2014 del “Giorno della Memoria” di Venezia che culmineranno il 26 gennaio alle 11 con la cerimonia cittadina al Teatro Malibran.


Venezia, 12 gennaio 2014/ mc

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

Tags: Angela Vettese Comunità Ebraica Ghetto di Venezia Giorno della Memoria Giuliano Coen Jewish Community Paolo Gnignati pietre d'inciampo Roberto Turetta Venezia Venice

19Dic2013

Comunità Ebraica di Venezia: Paolo Gnignati alla presidenza

Paolo Gnignati è il nuovo presidente della Comunità ebraica di Venezia. La sua nomina è avvenuta nel corso della prima riunione di Consiglio dopo le elezioni del 15 dicembre scorso. In occasione della consultazione elettorale Paolo Gnignati aveva ottenuto il numero più alto di consensi.

Gnignati ha poi presentato la sua proposta per l’elezione dei membri di giunta, accettata dal Consiglio all’unanimità. Ad affiancarlo saranno Giuseppe Gesuà sive Salvadori, nella veste di vicepresidente, ed Enrico Levis come terzo membro di giunta. Il Consiglio va a completarsi con la presenza di Giuliano Coen, Sandra Levis, Paolo Navarro Dina e Gaia Ravà.

Responsabilità e cooperazione i concetti chiave espressi dall’intero Consiglio e richiamati in varie battute anche dal presidente: “Lo spirito politico con cui noi dobbiamo apprestarci a lavorare - ha detto in sintesi il presidente - è di coinvolgere più persone possibili, a partire dai candidati non eletti che hanno già espresso la volontà di collaborare. Il mio impegno sarà di svolgere con equilibrio e con responsabilità questo ruolo che, sebbene con caratteristiche e profili diversi, tutti i miei predecessori hanno svolto sempre con responsabilità ed attenzione. Mi sono candidato alla carica di consigliere per dare un apporto a questa Comunità. Con questo spirito accetto ora la presidenza, con l’auspicio di poter nei prossimi anni costruire insieme a voi qualcosa di concreto per la continuità di questa Comunità”.

Venezia, 19 dicembre 2013/ mc

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

Tags: Comunità Ebraica Enrico Levis Gaia Ravà Ghetto di Venezia Giuliano Coen Giuseppe Gesuà sive Salvadori Jewish Community Paolo Gnignati Paolo Navarro Sandra Levis Venezia Venice

23Gen2013

Ateneo Veneto: Mondo giuridico e persecuzioni

"Il tema del Giorno della memoria, che affrontiamo in questi giorni, è il tema della scelta – afferma l'avvocato Paolo Gnignati – poiché in questa giornata siamo spinti a ricordare non solo le vittime, ma chi con la propria scelta si oppose. Ai giuristi in particolare l'atrocità intrinseca della normativa in materia di razza doveva risultare immediata ed evidente. Una legge che assume i connotati di torto legalizzato se messa a confronto con la legge n.211 del 20 luglio 2000, istitutiva del Giorno della Memoria, che appare come una forma di contrappasso normativo tanto diversi sono i valori proposti".

Scritto da Redazione, Pubblicato in Notizie

Tags: Ateneo Veneto Comunità Ebraica ebrei Ghetto di Venezia Giorno della Memoria Jewish Community leggi razziali Paolo Gnignati Paolo Navarro persecuzioni Shoah Venezia

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