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Vita ebraica Festività - Tish‘à be-Av -
06Lug2011

- Tish‘à be-Av -

Martedì 8 agosto

Tish‘à be-Av ha inizio alle ore 20.29 dell’ 8 agosto e finisce alle ore 21.02 del 9 agosto.

Tish‘à be-Av ricorda la distruzione del 1° e del 2° Tempio di Gerusalemme e altri gravi sventure, come ad esempio la cacciata degli Ebrei dalla Spagna.

A. In questo giorno è proibito:

1.    Lavarsi, se non le dita e la faccia, chi però ha le mani sporche se le può lavare. È proibito lavarsi i denti e la bocca, a meno che questa proibizione non comporti dolore o fastidio eccessivo. In tal caso si deve comunque tenere la testa all’ingiù, per evitare di ingerire l’acqua.

2.    Ungersi con creme, oli ecc. (a meno che non sia per fini sanitari);

3.    Calzare scarpe di cuoio (sono permesse scarpe di gomma, pezza, ecc.)

4.   Avere rapporti sessuali;

5.    Mangiare e bere da 18 minuti prima del tramonto della vigilia (8 agosto) al comparire di tre stelle di Tish‘à be-Av (9 agosto).


B.   Le persone troppo deboli, alla quali il digiuno potrebbe provocare dei gravi disturbi, sono esonerate dal digiuno. È bene comunque consultare il medico e il Rabbino.

C.    Il giorno di Tish‘à be-Av non ci si saluta, ma se si vieni salutati si può rispondere a bassa voce.

D.  È permesso lavorare, ma è preferibile astenersi dal lavoro a meno che non si debba fare qualcosa particolarmente urgente.

E.   È proibito studiare la Bibbia, il Talmùd, l’Halakhà, ecc. perché lo studio rallegra lo spirito.

F.   Si possono leggere Giobbe, i capitoli di Geremia che annunciano sventure, le Lamentazioni e i commenti relativi.

G.   Nelle benedizioni del mattino si omettono la Cantica del mare (i sefarditi la sostituiscono con il Cantico di Ha’azìnu) e la benedizione “she-‘asà li kol tzerakhay” (che mi ha fatto tutto ciò di cui ho bisogno), perché non si possono calzare scarpe di cuoio, che rappresentano il momento finale dell’atto di vestirsi.

H.  È obbligo mettere i Tefillìn anche il giorno di Tish‘à be-Av. L’uso dalle Comunità sefardite ed italiane è di metterli solo a Minchà.

I.     Non si dice Tachanùn (preghiera di supplica per le colpe commesse), perché Tish‘à be-Av nel libro delle Lamentazioni è chiamato “Mo‘èd” (e di Mo‘èd non si dice Tachanùn).

J.    Siccome Tish‘à be-Av viene considerato Mo‘èd, è proibito sedere per terra a Minchà, proprio per inserire un elemento di consolazione nel lutto della giornata.

K.  Si usa chiamare alla lettura del Séfer Torà di Minchà le stesse persone che sono state chiamate al mattino.

L.    Dopo ‘Arvìth, all’uscita di Tish‘à be-Av, si dice la Birkàth Ha-Levanà, ossia la benedizione per la luna crescente.

M. È usanza comunemente accettata di non mangiare carne fino a dopo il mezzogiorno del giorno seguente (anche quando Tish‘à be-Av viene rinviato al 10 di Av), in ricordo del fatto che il Tempio continuò a bruciare anche durante parte di quel giorno.

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